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Paragrafo 3 . Le limitate trasformazioni  economiche in Italia.


Il  sistema  economico  italiano,  condizionato  dalla  frammentazione
politica, dalla scarsa disponibilit di risorse naturali e finanziarie
e  dalla mancanza di una borghesia imprenditoriale, era caratterizzato
dalla  quasi  totale assenza dell'industria e dalla grande  differenza
tra   lo   sviluppo  delle  varie  regioni,  specialmente  tra  quelle
settentrionali e quelle meridionali.
     In  agricoltura,  le coltivazioni pi diffuse  erano  quelle  dei
cereali,  destinati al mercato interno; altri prodotti, quali  l'olio,
il  vino,  gli  ortaggi,  la frutta e i prodotti  zootecnici  venivano
venduti anche sui mercati esteri.
     L'agricoltura era praticata con sistemi e mezzi moderni  solo  in
alcune  zone del Piemonte e del Lombardo-Veneto, in particolare  nella
pianura  padana  lombarda, dove esistevano  aziende  agrarie  di  tipo
capitalistico.   In   questi  territori,  molti  contadini,   divenuti
braccianti  salariati, fornivano manodopera in quantit  elevata  e  a
basso  costo.  Le coltivazioni pi diffuse erano quelle del  frumento,
del granturco, del riso e delle piante foraggere.
     Alcune  aziende  di tipo capitalistico si trovavano  anche  nelle
province  di Ferrara, Forl, Ravenna e Bologna, in alcune  zone  della
Toscana  e  in limitate aree a coltura specializzata del sud  e  delle
isole.
     
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     Nel  centro,  dove  era diffusa la mezzadria, raramente  venivano
introdotte  innovazioni  nelle tecniche e nei mezzi  di  coltivazione,
perch  i  mezzadri  non  avevano  capitali  da  investire,  mentre  i
proprietari non erano motivati a destinare i propri all'incremento  di
produzione ed utili che avrebbero poi dovuto spartire con i  mezzadri.
I  latifondi, ampiamente diffusi nello Stato pontificio  e  nel  regno
delle  due  Sicilie,  erano coltivati secondo i  tradizionali  sistemi
estensivi:  vasti  spazi lasciati a riposo o al  pascolo  brado,  rade
colture  di  cereali, con bassissimo impiego di capitali.  La  piccola
propriet,  presente  un po' ovunque, era in  gran  parte  gestita  da
contadini   poveri,  che  destinavano  la  produzione  all'autoconsumo
familiare.
     L'industria aveva raggiunto un certo sviluppo solo nel  regno  di
Sardegna e nel Lombardo-Veneto.
     Il  settore  maggiormente in crescita era quello tessile,  ma  il
suo  incremento  produttivo  non dipendeva  tanto  da  nuovi  modi  di
produzione,  che,  nonostante la costruzione  delle  prime  fabbriche,
restavano  ancora  prevalentemente legati al sistema dell'industria  a
domicilio,  quanto  piuttosto  dall'aumentata  richiesta  degli  stati
europei economicamente pi avanzati.
     Le  industrie siderurgiche erano poco numerose e tecnologicamente
arretrate. Le poche industrie meccaniche erano concentrate  in  alcune
zone del Lombardo-Veneto e del Piemonte.
